Santi Dimitri Vignaioli

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VIGNERONS 3.0

“Andare oltre” è il paradigma di Carlo ed Edoardo Vallone. Dal 2014 i due fratelli hanno raccolto il testimone dell’attività agricola – iniziata tre secoli fa dal loro antenato Angelo Vallone – per sviluppare un progetto da vignerons 3.0 su tre chiavi: interazione tra ricerca scientifica e pratiche culturali sostenibili, gestione dei dati relativi agli studi sui cloni varietali autoctoni applicata alle caratteristiche dei singoli vigneti, connessione alle propensioni dei winelover senza mai discostarsi dal solco della tradizione.

Perché per andare oltre la storia, oltre gli stilemi imposti dalla tradizione enologica, per Carlo ed Edoardo bisogna “seguire il filo della metamorfosi e coltivare una visione curiosa, ambiziosa, audace con ragionevolezza, internazionale con moderazione”. 

LA STORIA

Oltre il tempo, il racconto di famiglia


La data, 1690, segna inequivocabilmente la storia di questa azienda a Cutrofiano, paese nell’entroterra dell’antica Terra d’Otranto. Ma la prima metamorfosi arriva nel 1996, quando Vincenzo Vallone – padre di Carlo ed Edoardo – rinnova la tradizione agricola plurisecolare in attività di impresa e dà vita al brand Santi Dimitri. Un nome evocativo che riallaccia il filo alla storia familiare legata da generazioni alla terra. Santi Dimitri (dal latino: di San Demetrio) è il nome della masseria risalente al XVI secolo da cui deriva il toponimo della zona dove ha sede la cantina.

Inoltre la definizione semantica del nome Demetrio lo vuole “dedicato a Demetra”, ovvero la dea che nella mitologia greca simboleggia la Terra e l’artefice del ciclo delle stagioni.

Dal 2014 Santi Dimitri è guidata dalla seconda generazione – Carlo ed Edoardo Vallone – che la definiscono “un’azienda familiare” in cui, accanto a loro, collaborano tante persone che con professionalità, dedizione e sacrificio, rendono possibile questo progetto agricolo.

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RITRATTI DA VIGNERONS 3.0

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