Vigneti e Cantina

I VIGNETI

UNA CASA VINICOLA CONTEMPORANEA PER VINI TERRITORIALI


L’azienda agricola, con un’anima produttiva diversificata per produzione di vino, olio e cereali, ha un’estensione di 200 ettari totali. Di questi, ben 60 sono destinati a vigneto dove sono coltivati primitivo, aleatico, fiano, sauvignon blanc, cabernet sauvignon e altre varietà internazionali. Ma è Il Negroamaro a giocare il ruolo dell’ “osservato speciale” di Carlo ed Edoardo che da moderni vignerons, di vendemmia in vendemmia, ne stanno valutando le possibili potenzialità per declinarlo in versioni enologiche realmente espressive delle caratteristiche dei suoli. Sostenitori del Salento come terra dalla forte identità territoriale, i fratelli Vallone hanno avviato – con la collaborazione dell’enologo Andrea Boaretti e dell’agronomo Flippo Giannone – il progetto di zonazione dei vigneti.

I terreni leggeri e sabbiosi sono destinati alla produzione di vini bianchi, rosati freschi e minerali rossi giovani dai tannini morbidi; dai terreni argillosi e freschi si ottengono le uve per vendemmie tardive e per vini con strutture più complesse e idonei ad un più lungo invecchiamento.

Alla base resta, sempre e solo, l’idea di un’agricoltura sostenibile: le concimazioni, se necessarie, sono rigorosamente organiche, le piante infestanti vengono eliminate meccanicamente e i residui di trinciatura vengono lasciati in campo per creare l’humus che dà nutrimento delle vigne.

LA CANTINA

DALLA TERRA, L’IDENTIKIT DEI NOSTRI VINI


La sperimentazione è la cifra stilistica di Santi Dimitri. Tante le collaborazioni avviate con istituti di ricerca ed enti pubblici a partire dall’anno della sua costituzione, ovvero il 1996, e proseguite nel corso del tempo. Molti i risultati raggiunti che hanno arricchito l’archivio aziendale di preziosi dati scientifici. Il programma di selezione clonale di ecotipi storici di Negroamaro, condotto con l’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano Veneto, ne è un esempio.

Con l’ingresso di Carlo ed Edoardo Vallone, in cantina il lavoro prosegue l’idea di sostenibilità ambientale come in vigna. Minimo l’utilizzo dei solfiti e l’affinamento ha cambiato volto: il vino sosta in acciaio e la barrique è riservata, esclusivamente, al riposo di un rosso da primitivo.

L’idea dei fratelli Vallone si basa sempre sulla sperimentazione e intende verificare se l’attenta zonazione dei vigneti, la coltivazione di antichi cloni di varietà autoctone vinificate in purezza possono condurre a vini capaci di invecchiare bene anche senza l’utilizzo del legno.

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